Ultimate festeggia il DARWIN DAY

Il 12 Febbraio, giorno in cui è nato il padre dell’evoluzionismo, nel lontano 1809, per amore della scienza si era autofinanziato il giro intorno al mondo.

Oggi Charles Darwin avrebbe spento 214 candeline. Era il 12 febbraio del 1809 quando nella cittadina inglese di Shrewsbury veniva alla luce quello che sarebbe diventato uno dei più grandi biologi di tutti i tempi. È a partire dal 1882 che il mondo intero lo celebra ricordando il giorno della sua nascita come il Darwin Day: una giornata ideata per omaggiare l’avanguardistica teoria dell’evoluzione della specie elaborata dopo un suggestivo viaggio intorno al mondo durato circa cinque anni. In quel periodo, Darwin studiò la natura osservando con attenzione le specie animali e vegetali che la popolano. Le idee del biologo sulla capacità di adattamento delle specie oggi sono attuali più che mai anche a proposito dell’allarme per il cambiamento climatico.

L’origine delle specie 

Pubblicato per la prima volta il 24 novembre 1859, il saggio L’origine delle specie è il risultato di anni di studi in cui Darwin espone la teoria dell’evoluzione facendo riferimento al processo di selezione naturale. Il naturalista evidenzia come la sopravvivenza di un individuo dipenda dalla capacità di competere con gli altri per accaparrarsi le risorse e come, sul lungo termine, risultino vittoriosi coloro i quali siano stati in grado di adattarsi all’ambiente circostante. La capacità di adattamento avviene grazie al cambiamento progressivo di alcuni caratteri, che vengono poi trasmessi alle nuove generazioni. Parla inoltre dell’ambiente come un filtro che consente la sopravvivenza solo degli organismi che sono in grado di sfruttarne al meglio le potenzialità, a discapito invece di chi non riesce e compiere un processo di adattamento. In altre parole, nonostante gli studi sul Dna fossero a uno stato embrionale, Darwin comprende che le variabili si generano attraverso mutazioni del genoma. Tuttavia, spesso si associa la teoria dell’evoluzione alla «legge del più forte», ma si tratta di un errore grossolano: Darwin in realtà spiega che ad avere la meglio non è il più aggressivo o fisicamente più robusto, ma chi riesce a riprodursi in modo efficace. Basti pensare ai conigli, mammiferi tra più diffusi sulla Terra nonostante siano docili e inoffensivi.

“I piatti di Charles”: la relazione tra cucina ed evoluzione umana

Per il Darwin Day, AIFB organizza e trasmette una diretta, sulla pagina Facebook, tra Anna Maria Pellegrino, cuoca, accademica della cucina Italiana, docente di Gastrosofia, presidente fondatrice di AIFB, food writer e autrice di programmi e spazi televisivi dedicati alla cultura gastronomica tra i quali GEO (in onda ogni pomeriggio su Rai Tre), e Leonardo Danieli direttore di Villa Solatia, una magnifica Villa Palladiana costruita nel ‘500, a Rettorgole, in provincia di  Vicenza, il cui tema è stato “l’ evoluzione dal punto di vista gastronomico”. Partono dalla preistoria, si soffermano su Lucy e gli ominidi, e continuano il viaggio tra le epoche passando in rassegna le varie “rivoluzioni” alimentari fino ai giorni nostri.

Il challenge “I piatti di Charles”

Nel challenge “I piatti di Charles” i food blogger hanno dovuto preparare i loro piatti con il tema dell’evoluzione, e ognuno di loro si è impegnato in questo percorso dando la propria personale interpretazione sia nella storia che nel piatto presentato.

Tra tutti i partecipanti si è distinta per il suo racconto, la storia, e la ricetta di Daniela Boscariolo e i suoi tuberi alla Lucy.

Daniela racconta della sua passione per la paleoantropologia, in particolare per gli australopitechi e di Lucy, ne ripercorre le caratteristiche fisiche, la dieta e le “abitudini” fino ad arrivare alla teorie dell’evoluzione di Darwin. La ricetta, che lei dedica a quella lontana antenata ominide Lucy, è composta da patate dolci riempite con lenticchie, quinoa, erbe e fiori, l’accompagna con topinambur, rapa, senape ai frutti rossi, panna di cocco e semi di zucca. Nell’evoluzione gastronomica Daniela evidenzia che i tuberi e le radici, in passato sottovalutati, ora sono tornati di tendenza anche presso alcuni grandi chef. Daniela descrive il suo piatto come terroso e selvatico, colorato unico e in agrodolce, sapori che riportano ai primordi per ragionare di cibo e evoluzione.

Giovanna Pezzella invece, sviluppa il tema della cucina, gastronomia ed evoluzione con una carbonara 2.0: una panna cotta al pecorino, tuorlo marinato e guanciale croccante, una sua personale interpretazione di un piatto classico della tradizione. In questo modo sviluppa il tema di come l’evoluzione gastronomica sia strettamente correlata all’evoluzione della specie.

Una bellissima challenge culinaria evolutiva, Complimenti a tutti i partecipanti ed organizzatori da parte nostra!

Fonti web: Corriere della sera e AIFB

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