Testosterone per lui… e lei

L’importanza dell’ormone maschile, che è presente anche nelle donne

Il testosterone viene in genere associato all’uomo, giacché è l’ormone steroideo maggiormente dotato di attività androgena. Rappresenta infatti il principale ormone sessuale maschile, responsabile della normale funzione del sistema genitale e dello sviluppo di caratteri primari e secondari (per esempio la crescita di barba e peluria, l’abbassamento del timbro di voce).

PER L’UOMO

Nell’organismo maschile il picco maggiore di testosterone è raggiunto durante la pubertà e in età adulta dà luogo a diversi effetti: stimola la produzione di spermatozoi (spermatogenesi), favorisce la crescita e il mantenimento del tessuto muscolare, regola il desiderio sessuale.

Il ritmo circadiano (ovvero il processo interno che scandisce le attività fisiologiche in relazione con l’alternarsi del giorno e della notte, un ciclo che si ripete ogni 24 ore) influenza la concentrazione ematica di testosterone: al mattino è molto alta, si riduce gradualmente nell’arco della giornata, sino a giungere livelli minimi in serata. Anche l’attività fisica può stimolare la produzione di testosterone, aumentandone i livelli nel sangue.

Di contro, l’avanzare dell’età porta a un progressivo calo della testosteronemia, cioè dei livelli sierici di testosterone, segnando un lento ma costante declino già a partire dai 25 o 30 anni. La sintesi quotidiana di testosterone diminuisce di circa uno o due punti percentuali all’anno: i valori sono dimezzati a 70-80 anni e l’andamento circadiano azzerato.

La carenza di testosterone può determinare fenomeni quali: riduzione del desiderio sessuale, disfunzione erettile, problemi di fertilità, aumento del grasso corporeo e calo della massa magra, perdita di densità ossea (osteoporosi), insonnia, nervosismo e ipersudorazione.

PER LA DONNA

Seppure in concentrazioni minori, il testosterone è presente anche nell’organismo femminile, dove è sintetizzato dalle ovaie e da altri organi non ascrivibili in senso stretto al sistema endocrino, quali la cute e i muscoli. Per poi essere convertito in estrogeni, vale a dire i principali ormoni sessuali femminili.

La donna in età fertile ha in genere livelli di testosterone addirittura più elevati di quelli degli estrogeni. Il picco massimo coincide col raggiungimento della maggiore età (18-20 anni) e comporta un aumento vertiginoso del desiderio sessuale. In seguito va calando, come avviene nell’uomo, e forse con passo appena più sostenuto: le donne cinquantenni hanno il valore di concentrazione di testosterone dimezzato.

PER ENTRAMBI

In fondo uomini e donne sono separati da due soli cromosomi su 46 (la coppia che determina appunto il genere alla nascita, XX per le femmine e XY per i maschi).

È interessante notare come il testosterone, ormone maschile per antonomasia, sia comune a entrambi e metta in moto azioni biologiche assai simili. Cambiano semmai le quantità nel sangue e l’intensità degli effetti.

Anzitutto il testosterone aiuta il cervello a funzionare meglio e svolgere correttamente i compiti cognitivi, oltre ad aumentare il desiderio e la responsività agli stimoli sessuali. Apporta benefici per la salute, mantiene il corpo sano e ha un effetto anti-age (anti-invecchiamento): agevola la trasformazione della massa grassa in massa magra (muscoli), mantiene la pelle tonica ed elastica, aumenta la densità minerale ossea e favorisce il buon umore.

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